8 agosto 2008

Buone Vacanze!


Ci rivediamo il 2 Settembre (o dopo, vedremo...)

29 luglio 2008


Tratto da www.corriere.it
Usa, i gay contro la Nike: «Spot omofobico»

SAN FRANCISCO (Stati Uniti) - La Nike ha deciso di ritirare una pubblicità per le scarpe di basket, dopo che un cartellone che la riproduceva è stato ritenuto offensivo dalla comunità gay di San Francisco, la città della California in cui gli omosessuali sono particolarmente attivi.

FELLATIO SOTTO CANESTRO - La Nike omofobica? Questa è l’accusa che gli attivisti omosessuali hanno rivolto alla più famosa società di scarpe e abbigliamento sportivo del mondo, dopo l’uscita dei nuovi cartelloni pubblicitari ora ritirati. Nella pubblicità incriminata, realizzata in occasione dell’ uscita di uno nuovo modello di scarpe, le Hyperdunk, si indovina la faccia di un giocatore di basket tra le gambe di un suo avversario, mentre schiaccia il pallone. Forse un pò esagerando, l’immagine è stata giudicato un riflesso dell’implacabile omofobia degli eterosessuali, perchè potrebbe far pensare ad un atto di fellatio.
CARTELLONI E STREETBALL - I cartelloni erano apparsi nei giorni scorsi in molte strade tra San Francisco e New York, in particolare nei quartieri «cult» dello streetball, cioè basket in strada, come Harlem, lo storico quartiere nero della Grande Mela. Le prime critiche, però, sono arrivate subito, a partire dal sito web dedicato al costume Gawker.com, uno dei più popolari negli Usa, che non ha esitato a prendere in giro i gay americani chiedendosi se non siano «baskettofobi». «L’intenzione della pubblicità non è di offendere gli omosessuali, ma si riferisce puramente al basket, con il gesto tipico gesto sportivo di schiacciare la palla contro l’avversario» ha spiegato la Nike alla stampa, dichiarandosi stupita dalla reazione decisamente esagerata dei gay americani.

Anche i gay di San Francisco scendono in piazza, per avere il loro giorno di gloria sui giornali. Spuntandola egregiamente, visto che la Nike ha deciso di ritirare tutte le pubblicità in questione. Se fossi stato gay, non mi sarei sentito particolarmente offeso da questa immagine (studiata sicuramente ad hoc per destare scalpore, ma non per risultare economicamente controproducente). In fondo, rappresenta soltanto un giocatore che, effettuando una schiacciata, sommerge col suo corpo l’avversario di turno. Tutto ciò che va “oltre” questa descrizione (e bisogna avere davvero molta fantasia per immaginare una “fellatio” tra due gay) è soltanto malizia. Tanti, troppi doppi sensi riguardanti il sesso sono presenti nelle trasmissioni e nelle campagne pubblicitarie di oggi, ed io le ritengo la conseguenza di un recente passato troppo oppressivo sull’argomento (il sesso era tabù, nella società degli anni 50...). Oggi però si è arrivati ad ottenere il risultato opposto: assoluta libertà e voglia di parlarne a tutti i costi, senza pudori. Per carità, è una cosa giusta, perchè la completa libertà di espressione dell’individuo deve essere sempre rispettata. Ma così facendo, alla lunga, si finirà per “snaturaturare” l’amore, riducendolo ad un semplice atto meccanico privo di sentimento. Proviamo a non vedere più il doppio senso in tutto ciò che ci circonda, per ritrovare semplicità e chiarezza nelle cose. Usando, ad esempio, la parola “scopare” in un contesto adeguato e attribuendole il suo vero significato (spazzare via con la scopa).

28 luglio 2008

Donna qualunque? No, donna "qualcuno"


Tratto da www.affariitaliani.it
Sesso/ “ Vuoi la mia foto nuda? Basta che mi ricarichi il telefonino”.
Mi faccio vedere nuda, tu in cambio mi fai una ricarica? Oggi gli affari migliori si fanno sul web. Anche quando si tratta di giovani ragazze che vendono i loro corpi. Per pochi euro. Per arrotondare la paghetta dei genitori che non basta per uscire la sera, o ancora per comprarsi i vestiti griffati. O per ricaricarsi il cellulare e parlare con gli amici. Così dopo l’episodio della ragazzina che vendeva le sue foto, nuda, ai compagni, per qualche spicciolo, per comprarsi i vestiti di marca, o le studentesse che a Venezia sono state sospese perché vendevano le loro immagini osè dei loro corpi ai compagni, ora su internet si può facilmente trovare chi vende il proprio corpo attraverso una web cam in cambio di una ricarica al cellulare. Sulle bacheche che si trovano in internet ci sono veri e propri tariffari. Dieci, quindici, venti euro. A seconda del tipo di fotografia. “Vuoi una foto di me nuda – scrive Sexyfavola, una delle tante ragazzine che si trovano on line – il prezzo? Dipende dalla posizione”. E via la descrizione. Una foto del seno costa 10 euro. La tariffa sale se la si vuole vedere nuda. Completamente. Gli annunci si trovano sulle tanto conosciute bacheche virtuali, dove ormai si trova di tutto bakeca.it. Idem sui siti di Kijiji. GLI INCONTRI- Così navigando per la rete si incontrano nomi come Alina, Tiziana, Elena, Monica oppure nickname da teenegers come Sexyfavola o Stefybella. Quando le contatti raccontano di essere maggiorenni, ma l’età reale potrebbe essere anche molto diversa. Qualcuna confida di essere minorenne e di essere decisa ad arrotondare vendendo un po’ di se in rete. Dalle foto, vere al 100% assicurano, all’intimo usato, e poi spogliarelli o addirittura sesso al cellulare. C’è ne davvero per tutti i gusti. C’è anche chi propone un vero e proprio tariffario di ricariche che variano in base la tempo della prestazione. LA PROPOSTA - Decidiamo di contattarne una. Alina, una delle ragazzine che scrivono sulla bacheca, dice di avere 18 anni, ma poi confessa di averne qualcuno in meno. Dopo la nostra mail ci risponde: “ Vuoi uno spogliarello – ci dice Alina – 50 euro e mi spoglio in web. Giuro che ne vale la pena. Ma se è troppo e vuoi solo qualche foto te le mando per 10 euro”. Il motivo per cui lo fa è semplice. “ Sono una bella ragazza – dice- così riesco a guadagnare qualcosa e comprarmi borse e vestiti firmati. Senza nessuna fatica”. I clienti, generalmente, devono accontentarsi solo di incontri “virtuali”, ma fra queste cyber-squillo c’è anche chi offre la possibilità di un incontro reale “Ma solo ai + pazienti e genero$$$i darò la giusta ricompensa!!!;-) “ scrive Sexyfavola che sulla prima pagina si presenta come Lolita. Ma con qualche soldino in più, sempre via ricarica telefonica, si può avere anche un incontro. “ Dove ovviamente non si tocca”. MASCHI - Ci sono anche uomini che si offrono, in video, a uomini e donne in cambio di ricariche del cellulare. Come Veromaschio che scrive “ Per qualche euro ti faccio vedere il paradiso”. Ma non solo. Se non si è rimasti soddisfatti sul web ci sono anche i clienti, che avvisano gli altri naviganti “attenzione a stallone si fa ricaricare il cellulare ma poi non lo si vede mai”. Un mondo insomma dove ormai tutto si compra con il proprio corpo. Soprattutto se si è ragazzine e si è disinibite.

Se penso a mia figlia, mi vengono i brividi. Per il Dio Denaro, queste ragazze sono disposte a fare letteralmente di “tutto”. Non hanno mezze misure e svendono la loro intimità con la stessa naturalità e leggerezza di una porno-attrice. Rileggendo l’articolo più volte non mi sento, però, di dare colpe eccessive a queste ragazze dai “facili costumi”, visto che le considero “vittime” tanto quanto i loro “clienti guardoni”. Vittime di uno dei mali più subdoli della nostra società: la “voglia di apparire”. Pensateci un attimo: perchè una ragazza normale, con una famiglia normale, una vita normale, decide di spogliarsi davanti ad una web-cam?
1. Per i soldi. Necessari a comprarsi la borsa, la maglietta, le mutande o qualsiasi altra cosa. L’importante e che questa sia rigorosamente “firmata”: una vittima della moda che cerca di raggiungere a tutti i costi un valore apparente. In alternativa, se l'oggetto da acquistare non è un capo di abbigliamento, è comunque qualcosa di non strettamente necessario, un semplice capriccio da soddisfare nel minor tempo possibile. In pochissimi casi una ragazza intraprende una strada del genere per mangiare e pagare l'affitto...
2. Per intraprendere la carriera “hard”, In altre parole, il sistema apparentemente più semplice per fare soldi. Ma anche il mondo del porno, come tanti altri, è difficile e impegnativo da percorrere. Ci sono molti altri modi per guadagnare soldi, che permettono di vivere dignitosamente, danno maggiori soddisfazioni a livello personale e non inducono a spersonalizzarsi completamente...
3. Per trasgredire, per noia, per farsi vedere (dagli altri). A tal proposito, c’è ben poco da dire, lascio a voi il commento ideale a questo tipo di ragazza...
Comunque la si voglia vedere, tutte le strade portano necessariamente alla “voglia di apparire”. Di essere per forza “qualcuno”, di farsi notare in una società colma di messaggi dai quali è difficile emergere. Quindi la colpa è dei mass-media, che propongono solo modelli “perfetti” (ricordatevi sempre che le foto e i video che vedete tutti i giorni sono tutti più o meno ritoccati...), vite perfette, lavori perfetti ecc... Insomma tutto perfetto: ma solo per loro, i grandi padroni di televisioni, radio, giornali, che continuano da anni a guadagnare facendo credere alla gente che basta raggiungere la perfezione per essere veramente felici.

25 luglio 2008

Carne in saldo!


Tratto da www.affariitaliani.it
Milano/ Modelle in vetrina da Coin.
Per promuovere i saldi
I passanti si fermano, ammirati da tanta bellezza. Il negozio di Coin in Piazza Cinque Giornate, a Milano, è diventata una sorta di attrazione. I pubblicitari del grande magazzino hanno infatti avuto un'idea originale: mettere in vetrina le modelle al posto dei manichini. Insomma, splendide modelle ammiccano dietro il vetro, in bikini, stese su asciugamani. Mollemente accasciate di fronte all'asfalto rovente. Tutto per promuovere i saldi da Coin. E per allietare l'occhio dei passanti. Sperando che diventino clienti.

E già, speriamo diventino clienti. Alla Coin la sanno lunga e, con una geniale trovata alla “Lucignolo”, hanno messo la carne in saldo. Sperando che, tra un’occhiata e l’altra, il “maschio medio italiano” si fermi ad acquistare l’intera collezione Primavera-Estate del negozio. A questo proposito mi chiedo: ma non erano finiti i tempi della donna-oggetto? Della disparità oggettiva tra uomo e donna? Un appello a tutti i creativi: basta usare il corpo femminile come unico e potente richiamo pubblicitario. Nel mondo c’è ben altro da cui attingere creatività per richiamare l'attenzione della gente. E intanto, voi cari signori della Coin, potreste fare un favore alle vostre gentili clienti (in quantità, molte più degli uomini...) mostrando anche due, tre bei giovanotti virili e palestrati. Per raggiungere, almeno in vetrina, una vera parità tra i due sessi.

24 luglio 2008

Ti condanno al... museo!


Tratto da www.corriere.it
Idroscalo, la «morte» non dà più spettacolo.

MILANO - Il manichino del «condannato a morte» al Luna EuroPark di Segrate, nei pressi dell'Idroscalo di Milano, è avvolto da un telo blu da ieri sera. La direzione del parco ha deciso di rimuoverlo, dopo una giornata di polemiche e le proteste di numerose associazioni. Anche se il giostraio, proprietario dell'attrazione, Renzo Biancato, spera ancora in una riapertura: «Parlerò con il mio legale. Conosco il direttore da molto tempo e abbiamo deciso insieme la chiusura, ma spero ancora che ci sia una possibilità di riaprirlo, sempre d'intesa con la direzione». VENUTI APPOSTA - Direzione che ha precisato di avere preso la decisione «nel rispetto delle associazioni e dei bambini». Ieri sera, davanti al telo che copre il manichino e la finta sedia elettrica, c'erano alcuni ragazzi venuti apposta per vederlo, dopo aver guardato il filmato su Youtube: «Non è giusto, era solo un fantoccio e non faceva male a nessuno». Di diversa opinione alcune madri a spasso per il parco con i figli: «Era una cosa raccapricciante, che spaventava tutti, specialmente i bambini». LA MORATTI - Il sindaco di Milano Letizia Moratti aveva subito definito «indegno» lo spettacolo e aveva chiesto di interromperlo quanto prima. «Grazie all'intervento pressante del ministro Emma Bonino e all'azione del governo Prodi l'Italia si è battuta strenuamente contro la pena di morte. Non si può fare una battaglia di questo livello e poi permettere che si giochi con macabre riproduzioni di esecuzioni capitali», aveva sottolineato il sindaco. REAZIONI - Il Vicepresidente della Provincia di Milano, Alberto Mattioli, ricevuta telefonicamente la conferma della chiusura dell'attrazione, ha ringraziato in una nota la direzione del parco giochi per il senso di responsabilità e la sensibilità dimostrate nel gestire la vicenda. Il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, sottolinea che la chiusura «non ci esime dall'esprimere esecrazione e dal richiedere alle autorità competenti maggiori controlli. Atti come questo contribuiscono a rendere sempre più cinica la realtà che circonda i soggetti in età evolutiva e dunque sono da ritenersi socialmente dannosi».

Per una volta sono d’accordo, convinto più che mai che sia stato corretto togliere il manichino del “condannato a morte”. Non sono contrario all’attrazione in se, quanto al luogo in cui è stata posizionata: un parco giochi, frequentato soprattutto da bambini e adolescenti, non dovrebbe mai proporre esempi del genere al proprio pubblico. Esempi che però non sono totalmente diseducativi e, a tal proposito, proporrei al signor Biancato, il proprietario dell’attrazione, di collocare il suo nuovo "business" in un museo, tipo quello delle torture. Dove i curatori spiegherebbero, sicuramente meglio e da un punto di vista scientifico, il funzionamento della macchina e, magari, i motivi che spingono gli uomini ad usarla. Motivi che, per quanto mi riguarda, non servono e non serviranno mai a diminuire l’onda di violenza che, purtroppo, sconvolge la società dei giorni nostri. Perchè la pena di morte non è un deterrente utile contro la criminalità, ma soltanto una meschina vendetta di pochi “approvata dalla collettività”.

Per approfondimenti:
http://www.peacelink.it/storia/a/2586.html

23 luglio 2008

Oh mia bela madunina...


Tratto da www.affariitaliani.it
I "madonnari" cacciati dal Duomo.

"Il vicesindaco ci lasci in piazza Duomo. Nelle altre piazze della città non possiamo sopravvivere". Presidio dei madonnari e ritrattisti davanti a palazzo Marino "contro la decisione del Comune di spostarci dalla nostra piazza Duomo per dividerci per la città". Una quindicina, fra madonnari e ritrattisti, si sono riuniti in piazza della Scala con pastelli, cavalletti e tele. "Da qualche mese il Comune ha deciso di fare “ripulisti” di noi in piazza Duomo - spiega Luigi Fiore Penna, che si presenta come “rappresentante dei ritrattisti italiani e stranieri” - negandoci l'autorizzazione a continuare la nostra attività sotto la Madonnina. Siamo in 25, e il permesso a stare in piazza Duomo è stato concesso solo a due. Tutti gli altri sono stati sparpagliati per Milano, in zone in cui è impossibile per noi sopravvivere con il nostro lavoro. E c'è pure chi ha fatto domanda a maggio e ha avuto risposta che riceverà il permesso nel 2009: fa il madonnaro da una vita, da 45, 50 anni, come può campare?". Di 800 euro l'anno il costo per il permesso: "Per noi è una cifra non irrilevante - spiegano - e chiediamo al vicesindaco che ci lasci dove siamo sempre stati, e ci permetta di vivere continuando a fare i ritratti".


Poveri madonnari, anche loro finiti nell'occhio del ciclone! Nonostante da secoli non diano fastidi a nessuno, svolgendo il loro umile lavoro all’aperto e in tutti i periodi dell’anno e, per di più, pagando annualmente un permesso di “ben” 800 euro al Comune di Milano. Tante, troppe persone paragonano i madonnari a “poveri barboni nullatenenti”, quando in realtà rappresentano un inestimabile patrimonio culturale vivente del nostro Paese. Artisti moderni, che devono essere liberi di esprimersi dove meglio credono, non dove gli altri vorrebbero altri (vedi i vari sindaci e vicesindaci di turno). Nessun milanese riuscirebbe ad immaginare piazza del Duomo senza i madonnari: fanno ormai parte della cultura e della storia della nostra città. Non spostiamoli, dunque, ma lasciamoli dove loro desiderano: in fondo, con la loro arte, non fanno altro che rendere straordinario il centro di Milano.

18 luglio 2008

Colpito da "scemenza fulminante"


Attenzione, bagnanti italiani! Avete la cellulite? La pancetta? Le smagliature? Se la risposta è si, complimenti! Siete entrati a far parte della grande famiglia dei “depressi da costume”, mutazione moderna della ormai superata “sindrome da pareo”. Ma non dovete preoccuparvi più di tanto, visto che la soluzione c’è ed è in arrivo direttamente sulle vostre spiagge. Un fischio, ed il Prof. Gottarelli, con il suo “beach check-up”, arriverà a consolarvi e a sfatare tutti i falsi miti riguardanti la chirurgia plastica, ridando fiducia in chi magari non si sente bene con sé stesso e crede che il bisturi sia la soluzione per i suoi problemi. Rimango esterefatto, dinanzi a cotanta saggezza... Tralasciando la mia inevitabile predica moralista (coloro che vedono e si vedono soltanto esteriormente, hanno capito veramente poco della vita...) nell’intervista, intitolata “Depressione da costume: colpiti 4 italiani su 5. E a Rimini arriva il chirurgo in spiaggia per i consigli” si può inoltre leggere “Sono in aumento le persone depresse - dichiara il Prof. Gottarelli, chirurgo estetico - che curano erroneamente la loro depressione o la loro inadeguatezza cambiandosi i connotati”. Ma questa persona conosce il vero significato della parola "depressione"? Oggi giorno, infatti, si parla troppo spesso (a vanvera) di quella che è una vera e propria "malattia": viene definito depresso chi è triste, chi va male a scuola, chi si ferisce al mignolino del piede. Ma la vera depressione è ben altro, è una patologia dell’umore che ha sintomi e conseguenze ben precise (vedi approfondimenti al riguardo). Bisogna stare attenti, ad affrontare questo tema, perchè sono proprio medici simili all'esimio Gottarelli che prescrivono con leggerezza scatole di psicofarmaci a pazienti che non sono depressi, ma soltanto profondamente delusi dalla vita. Il caro medico, dovrebbe piuttosto sapere che a un vero depresso non verrebbe mai in mente di farsi fare un'operazione chirurgica...

Per approfondimenti:
http://www.affaritaliani.it/cronache/estate-quattro-italiani-su-cinque-170708.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Depressione_(malattia)
http://www.ipsico.org/psicofarmaci.htm